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Caro blog,

la progettazione dei circuiti elettronici digitali e’ divertente perche’, sebbene possa sembrare di primo acchito una cosa complicata, in realta’ si riconduce alla disciplina seguente: far andare su e giu’ dei vermetti gialli.

Prima di concludere che mi sono impasticcato, sta’ a sentire le miei ragioni. La situazione e’ questa: ho davanti uno schermo con tante righe, saranno una cinquantina, e su ciascuna riga c’e’ un vermetto. I vermetti strisciano allegri dalla sinistra dello schermo verso destra, ed hanno nomi simpatici tipo “nARST” o “iPHYRESOLMTCNT_DIV3”. La cosa veramente importante e’ pero’ che soltanto alcuni di questi vermetti sono sotto il mio controllo. Non tutti i vermetti. Quegli alcuni, li posso far strisciare come voglio io, dicendo loro esattamente quando devono andare su, e quando devono andare giu’. E loro obbediscono, inarcando le loro schiene gialline e verminose, per disegnare sul mio schermo ricami da lombrichi che ballano la break-dance, avanti di un passo giu’, poi per tre passi su, poi di nuovo giu’. Su giu’. Giu’ su. Non fanno altro, a guardarli c’e’ da restare ipnotizzati come di fronte a un pendolo.

E gli altri vermetti, quelli che non posso controllare? Eh il trucco proprio la’ sta: quegli altri sono dei guardoni! Per decidere come strisciare, osservano come strisciano su e giu’ i vermetti controllati da me, e si comportano di conseguenza. Hanno in testa le loro regole della break-dance vermetta, che dicono cose’ del tipo: se il primo vermetto sta strisciando in su, e il quinto in giu’, allora io striscio in giu’. A meno che il settimo non stia strisciando in giu’ pure lui… Cose cosi’, ragionamenti da lombrichi.

Come dici caro blogghe? “ma a te cazzo ti pagano a fare?” Uff… fammi finire eccheccribbio… dicevo: a me mi pagano proprio per fare questo: per stabilire le regole della fottuta break-dance vermetta, o – cosi’ scrivo nelle fatture perche’ fa piu’ fico – per fare digital circuit design. Io sono il coreografo dei vermetti giallini; il balletto si chiama “chip”; i teatri sono i compiuters dove vivi tu caro blog, o le stampanti, o le macchine fotografiche diggitali, o le lavatrici, o un sacco di altre menate, tutte piene di simpatici, gioiosi, vermiciattoli ballerini.

Grazie per avermi fatto finire, caro blog. Ora puoi concludere: mi sono impasticcato 🙂

Ciao,
Matu

YeLloWOrmZ gO uPAnDOwNultima modifica: 2006-12-14T13:10:16+01:00da matu73
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93 pensieri su “YeLloWOrmZ gO uPAnDOwN

  1. fatto. ecco: “la mirra è una resina prodotta da un albero del genere Commiphora originaria della Somalia e dell’ Arabia. Trasuda dal tronco in gocce a forma di lacrime dal colore rosso e dal profumo inebriante. Per queste caratteristiche , le lacrime rappresentano il dolore, il rosso rappresenta il sangue, la mirra è carica di valori simbolici legati all’uomo e alla sua esistenza terrena. L’essenza si ricava dalla distillazione della resina e, dal punto di vista terapeutico, la mirra trovava applicazione come cicatrizzante e per favorire il ciclo mestruale.” te capì? buona seratiena

  2. consideriamo che saturno resta ancora in leone fino a settembre, quindi anche se toro ed acquario migliorano per la riscossa definitiva devono attendere che il bastardo vada via da leone, cmq giove non li disturba più al contrario disturba gemelli e pesci ed in parte la vergine, fra l’altro da settembre questi tre segni avranno anche saturno contro

  3. amor mio, io me ne vo’. ti manderò un messaggio, di tanto in tanto, ma nel frattempo buon anno e buone feste. Non bere troppo, neh! Io spero di non saltare nella stazione termini, che dicono potrebbe essere un obiettivo terroristico. con il mio solito culo…. baci tanti

  4. bello!!!!! Vedi la differenza! a me danno la parte del fermento lattico, a te quella del politico. è evidente che i tuoi amici hanno un’alta considerazione di te. Sara, invece, quando ieri mi ha vista con il nuovo taglio (coooortooooo), mi ha guardata a lungo, in silenzio, poi, quando le ho detto “lo so…sembro un muflone” mi ha risposto “un muflone? seeeee….ma magari! molto peggio!”. 🙁 nessuno mi vuole bene. ah…io pure so giocare a scacchi! quando mi sfidi che così ci ubriachiamo e poi ci diamo al sesso sfrenato?

  5. stanotte ti ho sognato: ho sognato che per non andare avanti e indietro tra milano e torino, mi chiedevi di ospitarti qualche sera alla settimana. e tu pensa che amica! stamattina mi sono svegliata pensando “devo fare un duplicato di chiavi per matu”

  6. io amo il rischio! intanto ti avviso: sull’ascensore il pulsante del quarto piano è inabile. puoi arrivare al quinto e scendere di un piano a piedi, oppure, se sei furbo come me, scendere al terzo e farti una rampa in salita con 9 kg di acqua in mano + borsa della spesa. ora vado a casa…un bacino…ci sentiamo dopodomani, che domani non lavoro. 🙂

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