Gelsomino (e capinera)


… si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicita’ nuova.

Nell’aria, un pianto… d’una capinera
che cerca il nido che non troverà.

(G. Pascoli)

Caro blog,

stai tornando a casa dopo una giornata di merda dove hai lavorato per diciannove ore consecutive senza mai andare in bagno e hai mandato affanculo almeno trentasette persone, tra cui un noto calciatore del Palermo ed una redattrice incapace della sezione ragusana della Washington Post, quando… (come dici caro blog? “Deficiente di un blogger: tu sei Matu, non Cleopa!”. Ops… scusa hai ragione…)

Ricomincio. Sto tornando a casa dal lavoro quando incontro F. Lei mi dice che ha mal di pancia, si sente i crampi allo stomaco e la nausea. E’ stanca e vorrebbe stendersi un po’. Entriamo in casa, lei si sdraia sul letto, le do una coperta di pile, lei mi chiede se ho della citrossodina. Ce l’ho, gliene preparo un bicchiere e glielo porto.

F. in realta’ la chiamano tutti N., fin da quando era bambina, ma qui continuiamo pure a chiamarla F… (come dici caro blog? “Cretino: stai usando delle semplici lettere, che differenza fa quali utilizzi?”. Oh senti, ‘sto blog e’ mio e lo gestisco io!)

Riprendo. F. e’ mia cugina. E’ nata solo quattro giorni dopo di me (misteri della sincronicita’ ovulatoria tra sorelle?), abbastanza pero’ per passare al segno zodiacale successivo. Stavamo in culla insieme; insieme andavamo al mare vestiti con delle buffe salopette in stile Jimmy il porcellino; insieme ci azzuffavamo, cioe’: lei che era una bimbetta sveglia e un po’ furbastra mi menava, io che ero un bimbotto grasso e un po’ scemo pigliavo mazzate (graffi e morsi, per lo piu’).

Distesa sul letto, F. dice che sta un po’ meglio. Nel pomeriggio si e’ stancata montando una libreria (F. e’ architetto); a pranzo aveva mangiato tempura in un ristorante giapponese di proprieta’ di una vecchia amica di sua sorella F. (occhei lo so, caro blog: “Imbecille: usando solo le iniziali non si capisce niente!”. C’hai pure ragione ma che ci posso fare?)

Dico ad F. che dovrebbe cercare di non stancarsi, di non stressarsi. Poi e’ chiaro che se ti mangi il tempura quando sei quasi al settimo mese poi ti vengono i crampi alla pancia. F., sotto il plaid di pile, non ha poi quel gran pancione: e’ piccola di corporatura e un po’ magra, gli ultimi mesi ha sofferto molto e non ha preso tanti chili per via della bimba. L’altra F., sua sorella, l’altra mia cugina, ha avuto tanti problemi, troppi. Ha vissuto con la fragilita’ di una farfalla nel crepuscolo, e alla fine dell’estate – non in primavera come nella canzone di De Andre’ – e’ scivolata nelle acque del fiume piu’ lungo e zozzo d’Italia. Il Po se l’e’ tenuta per due giorni, prima di ridarcela.

F. ora dice che si sente meglio, la nausea e’ passata, le accendo la televisione.

F. da un paio d’anni vive insieme ad A., il papa’ della bambina che ha nella pancia. Ti sembrera’ uno scherzo (caro blog, non dire nulla!) ma anche A. aveva un fratello maggiore: A. Ed anche l’altro A. e’ stato strappato via dalla sua vita, in un modo diverso (un cancro inguaribile), ma non meno doloroso. Ora F. ed A. aspettano che all’inizio di marzo nasca Giulia. Voler bene a qualcuno che arriva non cancella il vuoto lasciato da qualcuno che e’ andato via. Pero’ aiuta a sopportarlo.

F. non ha piu’ i crampi ne’ mal di stomaco; ci vuol ben altro che del tempura per aver ragione della sua fibra forte.

Ciao,
Matu

P.S. Non c’entra molto con questa storia, ma F., una volta ripresa dai dolori tempuraleschi, mi chiede come stia V., la ragazza del passato remoto, il cui futuro bellissimo, purtroppo, ha subito dopo neanche sei mesi una brusca e tristissima conclusione, con l’aborto del suo sfortunato bambino. Lei e’ la capinera la cui quercia pero’, a differenza di quella letteraria, non e’ stata abbattuta: ritrovera’ il suo nido e il suo bellissimo futuro.

Gelsomino (e capinera)ultima modifica: 2005-12-21T15:08:16+01:00da matu73
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