Ptolemaic blues

Caro blog,

il problema se un embrione debba essere considerato una persona fin dal primo istante del concepimento e’ di natura meno biologica che giuridica, ed il desiderio di fissare in un momento preciso la “nascita di una nuova vita” proviene da un bisogno emotivo che senza dubbio e’ molto umano, ma purtroppo e’ abbastanza privo di significato dal punto di vista scientifico. Qual e’ il momento preciso? Quando lo scodinzolante spermatozoo viene a contatto con le pareti della cellula uovo? Quando riesce a penetrarvi completamente all’interno? Quando i cromosomi che porta con se’ si appaiano finalmente con i loro omologhi amici, allegramente in attesa nel nucleo dell’ovocita?

Rendersi conto che in tutto questo processo non esiste un momento magico, ne’ alcun intervento divino, che tutto avviene (orrore!) “meccanicamente”, ancora oggi provoca, in molte persone, tristezza e sgomento. Tristezza e sgomento che avranno provato – immagino – gli uomini che un tempo amarono pensare che il loro pianeta era il centro dell’universo, quando un diacono polacco argomento’ il contrario. Lo sgomento e la tristezza che furono di chi, convinto che l’uomo fosse la creatura prediletta di Dio, lo vide gettato nella polvere darwiniana della lotta per la vita, a contendersi un posto in natura assieme ai serpenti e agli insetti, alle meduse e ai cefalopodi.

Il fatto e’, come sa bene qualsiasi amante scurnacchiato, che molto spesso quando si va alla ricerca della verita’, poi quello che si trova puo’ non essere esattamente quello che ci si era augurati di trovare, e la nuova scoperta puo’ sembrare, almeno in un primo momento, spiacevole.

L’angoscia e la frattura spirituale che le scoperte della biologia molecolare portano con se’, percepite da alcuni a livello conscio, da molti altri solo in maniera inconscia, sono descritte molto bene nel saggio, ormai classico, Il caso e la necessita’, del grande biologo francese Jacques Monod. La tentazione, o piuttosto il bisogno, che l’umanita’ ha sempre avuto di attribuire ad ogni costo un significato speciale e trascendente alla sua esistenza, ed alla “vita” in generale; il desiderio di credere in un’anima eterea, spirituale, non meccanica, si scontrano con i presupposti di oggettivita’ della natura che sono alla base della scienza moderna, e del conseguente benessere materiale entro il quale viviamo. Dall’assunto che in natura non operano cause trascendenti, ma solo immanenti, deriva la (a volte anche spaventosa) efficacia del metodo scientifico di Bacone, Galileo e Newton (“scientia est potentia”). L’angoscia nasce dalla sensazione profonda che, in cambio del suo benessere materiale, l’umanita’ abbia barattato l’antica e spirituale alleanza, che dai suoi albori l’ha legata al divino. La frattura e’ quella di una concezione schizofrenica del mondo che ci circonda, visto nella sua veste oggettiva, scientifica, quando ricorriamo alla tecnologia per vivere piu’ agiatamente; ma nel suo aspetto finalistico, mistico, quando ricorriamo alla religione per curare i mali delle nostre anime.

Io mi auguro pero’ che la tristezza e la paura del futuro non paralizzino l’umanita’, cosi’ come non paralizzarono Tolomeo quando, guardando il cielo stellato di Alessandria, abbandono’ le divinita’ sideree del pantheon egizio per immaginare un colossale, meraviglioso e sbagliatissimo meccanismo di sfere concentriche.

Matu

Ptolemaic bluesultima modifica: 2005-06-01T12:17:37+02:00da matu73
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13 pensieri su “Ptolemaic blues

  1. bhe magari fra le tue molteplici personalità c’è pure quella di zio paperone, io ogni tanto penso di essere minnie poi mi ricordo che odio i topi ed allora mi sento duchessa la gatta di aristogatti… penso di nn aver grosse difficoltà a trovarlo, sai il mio lavoro mi permette di avere frequentemente gli accrediti, marco fa sempre il mio lavoro ma in una redazione ancora più prestigiosa quindi non credo ci siano problemi

  2. Quando ti chiedi cos’è l’amore,
    immagina due mani ardenti
    che si incontrano,
    due sguardi perduti l’uno nell’altro,
    due cuori che tremano
    di fronte all’immensità di un sentimento,
    e poche parole
    per rendere eterno un istante. (Alan Douar). Un pensiero volante per un buon fine settimana da pulvigiu.

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