Discours sur la méthode

Caro blog,

sabato sera partecipavo ad una cena-buffet di compleanno in un agriturismo sulla collina torinese e, mentre ero intento a trangugiare i peggiori vol-au-vent della mia vita, il mio amico Tiliu ci ha raccontato questo aneddoto.

Lui fa l’insegnante in una scuola alberghiera, e la settimana scorsa una sua collega ha sottoposto ai ragazzi un test di cultura generale. Bisognava completare delle frasi celebri, inserendo la parola corretta nello spazio vuoto. Alla nota massima cartesiana “Penso, dunque ________ “, un alunno aveva genialmente scritto la parola: “paranoia”.

In un’epoca, come la nostra, in cui la cultura di massa e’ profondamente anti-intellettualista; in cui la televisione suggerisce alle ragazzine di cercare il successo sculettando da Maria De Filippi, ed ai ragazzini di diventare calciatori famosi e strapagati per potersi poi fidanzare con le suddette ragazzine sculettanti; in cui anche la classe politica sembra ispirarsi al principio, ahime’ piu’ bushano che cartesiano, del don’t think, do it!; in un’epoca simile forse anche il buon vecchio René non avrebbe saputo scrivere di meglio.

Matu

Discours sur la méthodeultima modifica: 2005-04-12T11:48:56+02:00da matu73
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7 pensieri su “Discours sur la méthode

  1. Ah ah niente male la risposta del tipo, penso quindi… paranoia!!! Ma sai che secondo me non ce li ha tutti i torti? Chissà se la domanda fosse stata: Cogito ergo …. cosa avrebbe risposto il sagace ragazzino?magar i “vomito” ah ah : )) Vabè battuta di pessimo gusto!!! Pardon!!! Buonanotte/gior no Matusssss : )))

  2. Certe “distrazioni” non sono veri errori ma contaminazioni semantiche. Aggiungono nuovi significati a espressioni note. “Obsoleto collo” ci tocca ammettere che allevare generazioni di esseri non pensanti è funzionale ad uno stretto controllo sulla società. “Non pensare: spara” è il motto del soldato ideale di Bush.

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